Capire chi sia Valentina Mira significa entrare in una scrittura che unisce esperienza personale, violenza di genere, memoria politica e ricerca giornalistica. I suoi due libri principali, X e Dalla stessa parte mi troverai, affrontano ferite private e collettive con una voce diretta, scomoda e molto lontana dalle formule rassicuranti.
Due libri per leggere la violenza privata e la memoria politica
- Valentina Mira è una scrittrice e giornalista romana, nata nel 1991.
- X, pubblicato nel 2021, racconta la violenza maschile e il difficile percorso per riconoscerla.
- Dalla stessa parte mi troverai, uscito nel 2024, ricostruisce la vicenda di Mario Scrocca e il contesto di Acca Larentia.
- I suoi libri mostrano come la scrittura possa diventare denuncia, memoria e resistenza.
- Per iniziare conviene scegliere in base alla propria sensibilità: il primo libro è più intimo, il secondo più storico e politico.

Chi è l’autrice e perché la sua scrittura ha colpito tanti lettori
Valentina Mira è una scrittrice e giornalista italiana nata a Roma nel 1991. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha svolto diversi lavori precari e ha collaborato con testate come il manifesto e il Corriere della Sera; scrive inoltre per Il Fatto Quotidiano e per la Radiotelevisione svizzera. Treccani la presenta come un’autrice capace di muoversi tra narrativa, giornalismo e analisi della realtà contemporanea.
Il suo percorso letterario si distingue per una scelta precisa: non addolcire i conflitti quando renderli più accettabili significherebbe perderne il significato. Nei suoi libri la violenza non appare come un incidente isolato, ma come qualcosa che può attraversare famiglia, scuola, lavoro, politica e linguaggio pubblico.
Questa è, a mio avviso, la ragione per cui la sua voce divide e allo stesso tempo coinvolge. Mira non cerca una neutralità astratta: prende posizione, mette in discussione le versioni ufficiali e chiede al lettore di interrogarsi su chi abbia il diritto di raccontare una storia e su quali memorie vengano considerate degne di rispetto.
X racconta la violenza senza trasformarla in spettacolo
Pubblicato da Fandango nel 2021, X è il libro d’esordio dell’autrice. Il testo nasce da un’esperienza di violenza sessuale subita a diciannove anni e sceglie una forma narrativa personale, costruita come un racconto rivolto anche al fratello. Il centro del libro non è soltanto l’aggressione, ma il lungo tempo necessario per riconoscere ciò che è accaduto e trovare le parole per dirlo.
Uno degli aspetti più forti è il rifiuto della cosiddetta pornografia del dolore. La violenza non viene descritta per soddisfare la curiosità del pubblico, né la protagonista viene ridotta al ruolo di vittima. La storia si allarga invece alle conseguenze, alla vergogna imposta dagli altri, alla precarietà e ai meccanismi con cui la società tende a proteggere gli uomini più delle donne.
Il titolo stesso resta aperto a più interpretazioni. Può indicare un’incognita, un segno di interdizione, un punto da ritrovare sulla mappa o una ferita che non ha ancora ricevuto un nome. Questa ambiguità funziona perché riflette il percorso della protagonista, che passa dal silenzio a una forma di consapevolezza pubblica.
Non consiglierei X a chi cerca una lettura leggera o consolatoria. È un libro breve ma emotivamente impegnativo, adatto soprattutto a chi vuole capire come la violenza si inserisca nella vita quotidiana e perché molte persone impieghino anni prima di riuscire a raccontarla.
Dalla stessa parte mi troverai riapre una ferita degli anni di piombo
Nel secondo libro, pubblicato da SEM nel 2024, l’attenzione si sposta dalla violenza di genere alla memoria politica italiana. La vicenda prende avvio dai fatti di Acca Larentia del 7 gennaio 1978, quando due militanti del Movimento sociale italiano furono uccisi davanti alla sede romana del partito. Poche ore dopo, durante gli scontri seguiti all’agguato, morì anche Stefano Recchioni.
Il libro si concentra però soprattutto sulla storia di Mario Scrocca, militante di sinistra arrestato nel 1987 e coinvolto nelle indagini sulla vicenda. Mira ricostruisce il rapporto tra Mario, la moglie Rossella e il clima politico degli anni Settanta e Ottanta, mostrando come una persona possa essere cancellata dalla memoria pubblica mentre altre vittime vengono trasformate in simboli.
La domanda centrale non è soltanto chi abbia ragione o torto. È anche chi viene ricordato, chi viene dimenticato e chi controlla il racconto del passato. Per questo il libro non va letto come una semplice ricostruzione cronologica di Acca Larentia, ma come una riflessione sul modo in cui la memoria può diventare uno strumento politico.
Dalla stessa parte mi troverai è entrato nella dozzina del Premio Strega 2024, un risultato che ha portato il testo al centro di discussioni molto accese. La scheda Feltrinelli lo presenta come un’opera che interroga la nascita di Roma e la sua storia di violenza, ma il suo interesse più concreto sta nel riportare attenzione su una vicenda familiare e giudiziaria rimasta ai margini.
Due libri, una stessa idea di scrittura
Pur parlando di temi diversi, i due testi condividono una struttura profonda. In entrambi i casi Mira parte da una storia particolare e la collega a un problema più ampio: in X la vicenda individuale diventa una critica alla cultura della violenza maschile; nel secondo libro la storia di una famiglia diventa una riflessione sulla memoria selettiva della Repubblica italiana.
| Libro | Anno | Centro narrativo | Per chi è indicato |
|---|---|---|---|
| X | 2021 | Violenza sessuale, silenzio, resistenza | Chi cerca una lettura intima e diretta |
| Dalla stessa parte mi troverai | 2024 | Acca Larentia, Mario Scrocca, memoria politica | Chi ama storia contemporanea e narrativa civile |
La differenza più evidente riguarda il ritmo. X procede con l’urgenza di una confessione e mantiene un forte coinvolgimento emotivo; Dalla stessa parte mi troverai richiede invece più attenzione ai passaggi storici, alle relazioni tra i personaggi e ai diversi livelli della ricostruzione.
Quello che mi sembra più riuscito è il legame tra personale e politico. Mira non tratta questi due piani come compartimenti separati: mostra che la violenza dei rapporti privati e quella delle istituzioni possono alimentarsi attraverso gli stessi meccanismi di rimozione, impunità e disuguaglianza.
Da quale libro iniziare in base ai propri interessi
Se si desidera conoscere l’autrice attraverso la sua voce più personale, inizierei da X. È il testo più immediato per capire il suo stile, la sua attenzione al linguaggio e la sua opposizione alle narrazioni che chiedono alle vittime di essere discrete, educate o silenziose.
Chi invece preferisce la storia italiana, la politica e le vicende giudiziarie può partire da Dalla stessa parte mi troverai. Non serve avere una preparazione specialistica sugli anni di piombo, ma aiuta avere la disponibilità a verificare i passaggi storici e a non confondere ricostruzione documentaria e giudizio personale.
- Leggi prima X se ti interessano violenza di genere, autobiografia e scrittura di testimonianza.
- Comincia dal secondo libro se preferisci memoria politica, storia contemporanea e conflitti ideologici.
- Leggili entrambi se vuoi seguire l’evoluzione di una scrittrice che usa la narrativa per mettere in discussione le versioni dominanti.
In entrambi i casi suggerisco di non cercare una lettura neutra o puramente informativa. Il valore dei libri sta proprio nella loro capacità di creare attrito: possono convincere, irritare, commuovere o lasciare perplessi, ma difficilmente passano inosservati.
Perché questi libri restano attuali anche nel 2026
La discussione sulla violenza di genere continua a scontrarsi con stereotipi, minimizzazioni e domande rivolte più spesso alla vittima che all’autore della violenza. Allo stesso modo, la memoria degli anni di piombo resta esposta a celebrazioni selettive, semplificazioni e letture politiche contrapposte.
La scrittura di Mira è utile proprio perché non offre una scorciatoia. Chiede di guardare alle persone prima che alle etichette, senza però cancellare le responsabilità storiche e sociali. È una prospettiva che considero preziosa soprattutto per chi legge narrativa civile e vuole capire come una storia privata possa illuminare un’intera società.
Il modo migliore per avvicinarsi a questi libri è quindi lasciarsi guidare dalla domanda che ciascuno di essi pone. X chiede chi abbia il diritto di nominare la violenza; Dalla stessa parte mi troverai domanda chi decide quali morti meritino memoria. Sono interrogativi scomodi, ma è proprio da quel disagio che la lettura comincia a fare la differenza.