Una storia nera di Antonella Lattanzi - trama, temi e film

Una donna con un'espressione pensierosa siede in un ufficio disordinato, circondata da fascicoli. Sembra l'inizio di una storia nera.

Scritto da

Liliana Marino

Pubblicato il

6 lug 2026

Indice

Una cena di compleanno, un ex marito violento e una scomparsa che trasforma una famiglia in una scena del crimine: il romanzo di Antonella Lattanzi parte da qui e costruisce un noir teso, intimo e difficile da dimenticare. In queste righe trovi trama, temi, informazioni sull’autrice, differenze con il film del 2024 e un orientamento pratico per capire se questa lettura fa per te.

Un romanzo familiare che diventa un thriller psicologico

  • Autrice: Antonella Lattanzi.
  • Pubblicazione: Mondadori, 2017.
  • Ambientazione: Roma, dopo la scomparsa di Vito Semeraro.
  • Temi centrali: violenza domestica, dipendenza affettiva, famiglia e giustizia.
  • Adattamento: film diretto da Leonardo D’Agostini, uscito in Italia nel 2024.

Una donna con capelli scuri e un vestito colorato appoggiata a un muro di pietra. Il suo sguardo intenso sembra raccontare una storia nera.

Il libro di Antonella Lattanzi e il suo punto di partenza

Il romanzo Una storia nera è stato pubblicato da Mondadori nel 2017 e conta circa 250 pagine, a seconda dell’edizione. Lattanzi, nata a Bari nel 1979 e residente a Roma, racconta una vicenda criminale senza ridurla a un semplice enigma da risolvere.

La storia comincia il 7 agosto 2012. Dopo la festa per il compleanno della figlia più piccola, Vito Semeraro scompare. La sua ex moglie Carla, con cui ha avuto tre figli, conosce bene la parte più seducente e quella più brutale di quell’uomo. Tra loro sono esistiti amore, matrimonio, dipendenza e anni di violenza.

Quando il corpo di Vito viene ritrovato vicino al Tevere, Carla ammette di averlo ucciso e parla di legittima difesa. Da quel momento il libro sposta continuamente il punto di vista: ciò che sembra chiaro in una pagina diventa ambiguo in quella successiva.

La trama senza rivelare il finale

Carla ha cercato di ricostruire la propria vita dopo la separazione, ma Vito continua a esercitare un potere profondo su di lei e sui figli. La sua presenza resta attiva anche quando non è fisicamente nella stanza, attraverso la paura, i ricordi e il modo in cui ogni membro della famiglia interpreta il passato.

L’indagine deve stabilire se si sia trattato di un gesto compiuto durante un’aggressione oppure di un omicidio premeditato. La domanda, però, non riguarda soltanto ciò che è successo quella notte. Riguarda soprattutto quanto possa deformarsi la percezione della realtà dentro una relazione segnata dalla violenza.

I tre figli non sono semplici personaggi secondari. Nicola, Rosa e Mara osservano gli adulti, raccolgono versioni diverse dei fatti e reagiscono in modi spesso contraddittori. È uno degli aspetti più riusciti del romanzo, perché mostra come la violenza domestica coinvolga l’intero ambiente familiare, anche quando i bambini non assistono direttamente a ogni episodio.

Violenza e amore diventano impossibili da separare

Lattanzi evita una divisione rassicurante tra vittima perfetta e aggressore privo di sfumature. Vito è violento, possessivo e minaccioso, ma il legame con Carla non scompare automaticamente quando arriva la separazione. Proprio questa contraddizione rende il libro scomodo e credibile.

Il romanzo mette in scena una dinamica spesso fraintesa: lasciare una persona violenta non significa liberarsi subito della sua influenza. Restano la paura, il senso di colpa, la dipendenza economica o emotiva e, soprattutto, l’idea che il rapporto possa tornare a essere quello dei primi anni.

Io trovo particolarmente efficace il modo in cui la scrittrice tratta l’ambivalenza. Non chiede al lettore di giustificare la violenza, ma gli impedisce di guardarla da una distanza comoda. Il risultato è un romanzo più vicino al dramma familiare che al giallo tradizionale, anche se la tensione investigativa resta sempre presente.

Scrittura, struttura e atmosfera del noir

La prosa alterna scene rapide, dialoghi incisivi e passaggi interiori più inquieti. La struttura ha qualcosa di cinematografico, ma non procede in linea retta: ricordi, testimonianze e frammenti del passato ricompongono lentamente il rapporto tra Carla e Vito.

Il termine noir qui non indica soltanto un delitto oscuro. Indica un mondo morale in cui nessuno possiede completamente la verità e ogni scelta ha un prezzo. La città, la casa e il tribunale diventano spazi di pressione, dove i personaggi sono costretti a mostrare ciò che preferirebbero nascondere.

Non è una lettura leggera. Le scene legate agli abusi sono dure e il libro può risultare emotivamente pesante per chi ha vissuto situazioni simili. La sua forza, però, sta proprio nel non trasformare la violenza in spettacolo: il vero centro della narrazione è il modo in cui essa modifica i legami nel tempo.

Dal romanzo al film del 2024

L’adattamento cinematografico è stato diretto da Leonardo D’Agostini e dura circa 100 minuti. Laetitia Casta interpreta Carla, Andrea Carpenzano è Nicola e Cristiana Dell’Anna veste i panni della pubblico ministero Alaimo. Il film è arrivato nelle sale italiane il 16 maggio 2024.

Romanzo Film
Più spazio ai pensieri di Carla e alla storia familiare Maggiore immediatezza visiva e tensione processuale
Circa 250 pagine Durata di circa 100 minuti
Ambiguità costruita attraverso ricordi e punti di vista Ambiguità affidata soprattutto a silenzi, interpretazioni e recitazione
Approfondisce la dipendenza affettiva Rende più evidente il tema della violenza domestica

Il film conserva il nucleo della vicenda, ma deve comprimere molti passaggi interiori. Per questo, a mio parere, funziona meglio come thriller drammatico autonomo che come trasposizione completa del libro. Chi vuole capire fino in fondo le contraddizioni di Carla dovrebbe partire dal romanzo e usare il film come seconda interpretazione della stessa storia.

A chi lo consiglio e da dove cominciare

Consiglio il libro a chi ama i noir psicologici, i drammi familiari e le storie in cui il mistero nasce dai rapporti umani. È una scelta adatta anche a chi cerca una narrativa italiana contemporanea capace di parlare di violenza di genere senza trasformare il tema in una lezione.

Il film può essere preferibile se desideri una visione più breve e immediata, con un ritmo concentrato sull’indagine. Il romanzo richiede invece maggiore disponibilità emotiva, ma restituisce meglio la lunga sedimentazione della paura e il peso del passato sui figli.

Le edizioni cartacee, digitali e audio possono cambiare prezzo e disponibilità nel tempo. Per il film, le piattaforme digitali propongono in genere noleggio o acquisto, ma il catalogo varia in base al periodo e al servizio scelto.

Una lettura che lascia una domanda difficile

Il valore dell’opera non sta soltanto nel capire chi abbia ragione o quale sia la verità giudiziaria. Sta nel mostrare quanto sia fragile il confine tra protezione, vendetta, paura e desiderio di ricominciare.

La storia di Carla non offre risposte semplici, e proprio per questo continua a lavorare nella mente dopo l’ultima pagina o l’ultima scena. Se cerchi un libro che unisca tensione narrativa e riflessione sulla violenza domestica, questo romanzo merita attenzione, con la consapevolezza che la sua intensità può lasciare il segno.

Domande frequenti

La storia comincia il 7 agosto 2012, dopo la festa di compleanno della figlia più piccola di Carla. Vito Semeraro, ex marito di Carla e padre dei suoi tre figli, scompare e viene poi ritrovato morto vicino al Tevere. Carla ammette di averlo ucciso e sostiene di aver agito per legittima difesa.

Il libro mostra che la violenza non termina automaticamente con la separazione. Paura, senso di colpa, dipendenza affettiva e ricordi continuano a influenzare Carla e i suoi figli. La narrazione evita una contrapposizione semplice tra vittima perfetta e aggressore privo di sfumature.

Il romanzo, pubblicato da Mondadori nel 2017, conta circa 250 pagine e dedica più spazio ai pensieri di Carla, alla storia familiare e alla dipendenza affettiva. Il film dura circa 100 minuti e concentra maggiormente la tensione sull'indagine e sul processo, affidando l'ambiguità soprattutto a silenzi, interpretazioni e recitazione.

Il romanzo è indicato per chi ama i noir psicologici, i drammi familiari e la narrativa italiana contemporanea. Non è una lettura leggera: le scene legate agli abusi sono dure e possono risultare emotivamente pesanti, quindi richiede una certa disponibilità emotiva.

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noir violenza domestica adattamenti cinematografici dipendenza affettiva antonella lattanzi

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Liliana Marino

Liliana Marino

Mi chiamo Liliana Marino e ho 14 anni di esperienza nel mondo della cultura e della letteratura. La mia passione per i libri è nata in tenera età, quando scoprivo mondi nuovi attraverso le pagine di romanzi e saggi. Da allora, ho dedicato la mia carriera a esplorare e condividere le meraviglie della lettura, cercando di rendere accessibili a tutti temi complessi e affascinanti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate. Scrivo di vari aspetti della cultura, dai consigli di lettura alle ultime tendenze editoriali, sempre con un occhio attento alla verifica delle fonti e al confronto delle informazioni. Credo fermamente che la lettura possa arricchire le nostre vite e il mio obiettivo è accompagnare i lettori in questo viaggio, semplificando argomenti difficili e organizzando le conoscenze in modo chiaro e comprensibile.

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