Una bambina di nove anni entra in questura e chiede di ritrovare la madre scomparsa. Da questa richiesta nasce Per mia colpa di Piergiorgio Pulixi, un noir ambientato a Cagliari che unisce indagine, fragilità emotiva e senso di responsabilità. Qui ne ricostruisco la trama senza spoiler, i personaggi, i temi, i dati editoriali e il tipo di lettore a cui lo consiglierei.
Le coordinate essenziali per capire il romanzo
- Autore: Piergiorgio Pulixi, tra le voci più interessanti del noir italiano contemporaneo.
- Genere: giallo psicologico con una forte componente introspettiva.
- Ambientazione: Cagliari, una città concreta e decisiva per l’atmosfera della storia.
- Protagonista: la vicecommissaria Giulia Riva, alle prese con un caso irrisolto e con le proprie scelte.
- Punto di forza: il modo in cui la colpa personale entra nella costruzione dell’indagine.
Che libro è e da dove nasce l’indagine
Il romanzo è stato pubblicato da Mondadori nel 2021, nella collana Il Giallo Mondadori. L’edizione originale conta 280 pagine, mentre la successiva versione tascabile ne presenta 288. La scheda Mondadori lo colloca tra gialli, thriller e polizieschi, ma definirlo soltanto un investigativo sarebbe riduttivo.
Pulixi usa infatti il caso criminale come una porta d’ingresso nella mente dei personaggi. L’elemento più interessante non è soltanto scoprire che cosa sia successo a una donna scomparsa, ma capire quanto le persone siano capaci di nascondere a se stesse. Le maschere sociali, le relazioni sbagliate e i silenzi familiari contano quasi quanto gli indizi.
Per orientarsi tra le edizioni, il cartaceo si trova normalmente in una fascia di circa 14-17 euro, con variazioni legate al formato e alle promozioni. Dal 2025 è disponibile anche una versione audio drammatizzata, della durata di circa 2 ore e 58 minuti, interessante per chi apprezza una lettura corale e molto interpretata.
La trama senza rovinare il piacere della lettura
Giulia Riva ha appena chiesto il trasferimento. Vuole allontanarsi da Cagliari e chiudere una relazione clandestina con un superiore, una storia che le ha lasciato più dolore che libertà. Proprio quando cerca di cambiare vita, si presenta in commissariato Elisa, una bambina di nove anni, con una richiesta semplice e terribile: ritrovare sua madre.
Virginia Piras è scomparsa da tempo. Appariva come una moglie e una madre serena, perciò la sua sparizione non sembra una scelta volontaria. Il caso viene affidato all’ispettore Flavio Caruso, collega e mentore di Giulia, ma qualcosa nel suo comportamento convince la vicecommissaria che potrebbero essere stati commessi errori decisivi.
Giulia decide così di occuparsi direttamente dell’indagine. La promessa fatta a Elisa la spinge a riaprire un caso freddo, cioè un’indagine rimasta senza soluzione per un periodo prolungato. Il lettore segue la ricerca senza ricevere risposte facili, mentre ogni testimonianza aggiunge un nuovo dubbio sulla vita della donna scomparsa.
Consiglio di affrontare la storia evitando anticipazioni e recensioni troppo dettagliate. Il romanzo costruisce il suo effetto proprio attraverso le informazioni distribuite poco alla volta, e il finale perde forza se si conoscono già i principali snodi.
Il vero tema sono le colpe che cambiano volto
Il titolo richiama una confessione, ma nel romanzo la colpa non è mai un concetto semplice. C’è chi si sente responsabile per ciò che ha fatto, chi per ciò che non ha avuto il coraggio di fare e chi usa il senso di colpa altrui per mantenere il controllo. Questa ambiguità rende la storia più interessante di un normale giallo fondato soltanto sulla domanda “chi è stato?”.
Io leggo il romanzo soprattutto come una riflessione sulle identità che costruiamo per sopravvivere. Ogni personaggio indossa una versione di sé adatta alla famiglia, al lavoro o alla relazione che sta vivendo. Il problema nasce quando quella maschera diventa così stabile da impedire qualsiasi forma di cambiamento.
Le relazioni sentimentali hanno un peso particolare. Pulixi osserva il desiderio, la dipendenza, la gelosia e la paura di restare soli senza trasformare tutto in una spiegazione psicologica scolastica. Alcuni rapporti sono teneri, altri tossici, altri ancora sembrano normali soltanto perché i protagonisti hanno imparato a sopportarli.
La componente noir emerge proprio da qui. Il buio non appartiene solo all’ambiente criminale, ma anche alla parte degli individui che preferiscono una verità dolorosa a una libertà incerta. Per questo l’indagine funziona come un confronto morale prima ancora che investigativo.
Giulia Riva e Flavio Caruso sono il centro emotivo
Giulia Riva è una protagonista efficace perché non viene presentata come un’eroina impeccabile. È competente, ma porta con sé stanchezza, decisioni discutibili e una forte necessità di ricominciare. La sua sensibilità non è un semplice tratto caratteriale: diventa uno strumento investigativo e, allo stesso tempo, una fonte di vulnerabilità.
Flavio Caruso svolge un ruolo complementare. È il collega più esperto, la figura che dovrebbe garantire equilibrio e metodo, ma il suo passato recente mette in discussione l’immagine del poliziotto affidabile. Tra i due si crea una tensione fatta di fiducia, protezione e sospetto, che aggiunge profondità al caso.
Mi ha colpito il modo in cui Pulixi evita di separare nettamente vittime e responsabili, forti e deboli, innocenti e colpevoli. I personaggi possono essere fragili e pericolosi nello stesso momento. Questa scelta rende la lettura meno rassicurante, ma anche più credibile.
La narrazione alterna piani e punti di vista diversi. All’inizio questo ritmo può richiedere un po’ di attenzione, soprattutto a chi preferisce una linea investigativa completamente ordinata. In cambio, il lettore ottiene una visione più ampia della vicenda e comprende gradualmente quanto la sparizione abbia influenzato molte vite.
A chi lo consiglio e che cosa aspettarsi dalla lettura
Lo consiglierei a chi cerca un libro capace di combinare suspense e analisi dei personaggi. Non è la scelta ideale per chi desidera un giallo procedurale puro, con indizi messi in fila e una soluzione costruita soltanto attraverso interrogatori e prove materiali.
| Se ami | Qui troverai |
|---|---|
| Noir psicologici | Personaggi segnati da colpe, traumi e desideri contraddittori |
| Indagini ambientate in Italia | Una Cagliari concreta, riconoscibile e lontana dagli sfondi generici |
| Storie con relazioni complesse | Legami familiari e sentimentali pieni di tensioni e ambiguità |
| Finali costruiti per sorprendere | Una trama che richiede attenzione ai dettagli e ai cambi di prospettiva |
Lo sconsiglierei invece a chi vuole una lettura leggera o poco emotiva. La scomparsa, la violenza psicologica e le relazioni disfunzionali hanno uno spazio importante, quindi il tono resta teso anche nei momenti più introspettivi.
Non serve conoscere tutta la produzione precedente di Pulixi per iniziare. Questo romanzo può essere letto autonomamente e offre un buon punto d’ingresso nel suo stile, soprattutto per chi vuole capire come il noir italiano possa parlare di responsabilità, desiderio e bisogno di rinascere.
Il dettaglio da portarsi dietro dopo l’ultima pagina
La domanda più interessante non riguarda soltanto la scomparsa di Virginia Piras. Riguarda il modo in cui ciascuno dei personaggi racconta la propria versione dei fatti e ciò che sceglie di lasciare fuori.
Per me, il valore del romanzo sta proprio in questa zona grigia. L’indagine tiene viva la suspense, ma sono le conseguenze delle scelte personali a dare alla storia il suo peso. Chi ama i gialli con una forte componente umana troverà una lettura tesa, imperfetta e capace di lasciare qualche dubbio anche dopo la soluzione.