Quando una giornalista passa dalla narrativa al saggio e dal reportage culturale al racconto di una città, diventa difficile incasellarla in una sola definizione. Simonetta Sciandivasci è proprio questo caso: un’autrice e giornalista italiana da conoscere attraverso i suoi libri, i temi che affronta e il particolare rapporto con Matera, la maternità e la cultura contemporanea.
Il profilo di Sciandivasci in poche coordinate
- È una giornalista culturale attiva sulla stampa, in radio, televisione e nell’editoria.
- La sua bibliografia comprende tre libri principali, diversi per genere e impostazione.
- La domenica lasciami sola è il romanzo d’esordio, pubblicato nel 2014.
- Guida indipendente alla città di Matera racconta il territorio con uno sguardo narrativo e personale.
- I figli che non voglio affronta il tema della scelta di avere o non avere figli attraverso più voci.
Chi è l’autrice tra giornalismo e letteratura
Sciandivasci è nata a Tricarico nel 1985, è cresciuta tra Ferrandina e Matera e vive a Roma. In alcune schede biografiche compare anche il nome Maria Simonetta, elemento utile da conoscere quando si cercano interviste, eventi o materiali professionali.
Il suo percorso non si limita alla scrittura di libri. Lavora nella redazione Cultura de La Stampa dal 2021, dopo esperienze con testate come Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone e la Repubblica. Ha inoltre collaborato con radio e televisione, scritto per programmi culturali e tenuto corsi di longform alla Scuola Holden, cioè di narrazione giornalistica ampia e strutturata.
Questa esperienza spiega bene il tono dei suoi testi. Non scrive soltanto per raccontare una storia, ma per mettere in discussione il modo in cui quella storia viene presentata. A me sembra il tratto più riconoscibile della sua voce: parte da un’esperienza concreta e la allarga fino a trasformarla in una domanda sociale.
Una bibliografia breve ma molto diversa
La produzione libraria dell’autrice è relativamente contenuta, ma non ripetitiva. I tre titoli principali appartengono a generi differenti e permettono di seguire l’evoluzione di una scrittura che passa dalla narrativa personale al racconto dei luoghi, fino all’analisi di un tema divisivo.
| Titolo | Anno | Genere | Perché leggerlo |
|---|---|---|---|
| La domenica lasciami sola | 2014 | Romanzo | Per incontrare la voce narrativa e ironica dell’autrice |
| Guida indipendente alla città di Matera | 2018-2019 | Guida narrativa | Per scoprire Matera oltre gli itinerari più prevedibili |
| I figli che non voglio | 2022 | Saggio a più voci | Per riflettere sulla scelta di avere o non avere figli |
La data della guida può comparire come 2018 o 2019 a seconda della catalogazione editoriale e delle presentazioni successive. Non è una differenza sostanziale per il lettore, ma conviene saperlo quando si confrontano le schede delle librerie.
Non consiglierei di cercare un unico “libro tipo” per capire il suo lavoro. La varietà è parte del progetto: ogni volume usa una forma diversa per interrogare identità, desideri, appartenenza e memoria.
La domenica lasciami sola e l’esordio nella narrativa
Pubblicato da Baldini+Castoldi nel 2014, La domenica lasciami sola è il romanzo con cui l’autrice si è affacciata alla narrativa. Il titolo suggerisce già un rapporto non convenzionale con la solitudine, il tempo libero e le aspettative sociali legate alla vita affettiva.
Non lo leggerei come un semplice romanzo sentimentale. Il suo interesse sta soprattutto nella capacità di usare ironia, disagio e osservazione dei rapporti umani per raccontare personaggi che non corrispondono ai modelli rassicuranti della narrativa tradizionale.
È il punto di partenza più adatto per chi cerca una storia letteraria e vuole conoscere il lato narrativo della scrittrice. Chi invece è interessato soprattutto ai temi civili e al dibattito culturale potrebbe trovarlo meno immediato rispetto al libro del 2022.
La guida a Matera racconta un luogo senza cartoline
Guida indipendente alla città di Matera, pubblicata da Hoppípolla, non è una guida turistica classica. Non costruisce un percorso fatto soltanto di monumenti, orari e indirizzi, ma propone una Matera sotterranea, laterale e personale, fatta di dettagli, ricordi, contraddizioni e suggestioni.
Il volume è stato illustrato da Marta Pantaleo e si presenta come una guida narrativa per viaggiatori curiosi. La differenza è importante: chi cerca una lista pratica di ristoranti o un itinerario di due giorni dovrà affiancarlo a una guida tradizionale, mentre chi vuole capire il carattere della città troverà uno sguardo più originale.
Il legame con Matera non è soltanto geografico. Attraverso la città, l’autrice riflette sul rapporto tra radici, fuga, appartenenza e trasformazione. È una prospettiva particolarmente interessante per chi conosce già i Sassi e vuole andare oltre l’immagine turistica più conosciuta.
I figli che non voglio affronta una scelta ancora scomoda
Nel 2022 Mondadori ha pubblicato I figli che non voglio, il titolo più legato al dibattito pubblico. Il libro nasce da una riflessione sulla scelta di non avere figli e raccoglie contributi ed esperienze differenti intorno alla maternità, alla pressione sociale e alle identità femminili.
Il punto forte del volume è la pluralità. Non presenta la maternità come un destino obbligato né la scelta di non diventare genitori come una posizione da difendere in modo astratto. Mette invece a confronto esperienze, motivazioni e contraddizioni, lasciando emergere quanto sia difficile parlare di questi temi senza ricorrere a stereotipi.
Il libro può essere letto come un saggio, ma anche come una raccolta di testimonianze. La struttura corale è un vantaggio per chi desidera ascoltare voci diverse; al tempo stesso, può risultare meno compatta per chi preferisce un’argomentazione lineare e un’unica prospettiva.
La discussione intorno al volume mostra anche un limite tipico dei libri a più voci. Alcuni interventi possono sembrare più incisivi di altri e il lettore non troverà necessariamente una tesi conclusiva. A mio avviso, però, è proprio questa apertura a rendere il libro utile: non chiude il discorso, lo rende più difficile da liquidare.
Da quale libro cominciare in base ai propri interessi
La scelta dipende dal tipo di lettura che si desidera. Non esiste un ordine obbligatorio, ma ogni titolo introduce un aspetto diverso della scrittura di Sciandivasci.
- Per leggere narrativa: comincia da La domenica lasciami sola. È la scelta più naturale se cerchi personaggi, situazioni quotidiane e una voce ironica.
- Per conoscere Matera: scegli Guida indipendente alla città di Matera. Funziona meglio come complemento a una visita o a un percorso di lettura sulla Basilicata.
- Per affrontare un tema sociale: parti da I figli che non voglio. È il libro più adatto se ti interessano maternità, identità e aspettative collettive.
- Per seguire l’evoluzione dell’autrice: leggi i tre volumi in ordine cronologico, dal romanzo al saggio corale.
Un errore frequente consiste nel giudicare i libri come se appartenessero allo stesso genere. Il romanzo non va misurato con i criteri di una guida culturale, così come un saggio a più voci non deve offrire per forza la compattezza di una storia narrativa.
Il filo che unisce libri, luoghi e discussioni pubbliche
Il lavoro di Sciandivasci si comprende meglio osservando ciò che torna nei generi più diversi. La scrittura parte spesso da una voce individuale, ma arriva a interrogare il modo in cui una società definisce normalità, appartenenza e libertà personale.
Per questo la sua bibliografia può interessare lettori molto diversi. Chi ama la narrativa troverà un esordio da esplorare, chi cerca libri sui territori incontrerà una Matera non convenzionale e chi segue il dibattito culturale potrà confrontarsi con un testo che mette in discussione le aspettative sulla maternità.
Il modo migliore per avvicinarsi a questa autrice è quindi scegliere il tema che ti coinvolge di più, senza aspettarti una produzione uniforme. La sua forza sta proprio nel cambiare forma mantenendo la stessa attenzione per le persone, le parole e le domande che spesso preferiamo evitare.