Un delitto davanti a un presepe, una Napoli natalizia del 1931 e un commissario costretto a muoversi tra povertà, potere e sensi di colpa. Il romanzo Per mano mia di Maurizio de Giovanni è il quinto capitolo delle indagini del commissario Ricciardi e un punto importante per capire l’evoluzione dei suoi personaggi, oltre che il modo in cui l’autore trasforma il giallo in un ritratto umano della città.
Il romanzo unisce indagine, atmosfera natalizia e conflitti morali
- Autore: Maurizio de Giovanni
- Anno di pubblicazione: 2011, per Einaudi
- Ambientazione: Napoli, dicembre 1931
- Trama: un duplice omicidio accanto a un presepe mette Ricciardi davanti a una rete di interessi e sofferenze
- Ordine di lettura: è il quinto romanzo della serie principale

Che libro è e perché merita attenzione
Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi è un romanzo giallo e noir scritto da Maurizio de Giovanni e pubblicato nel 2011. La storia è ambientata a Napoli durante il regime fascista, in un periodo in cui la festa, con le sue luci e i suoi rituali, convive con la miseria dei quartieri popolari e con una forte pressione politica.
Il titolo richiama l’idea di un’azione compiuta direttamente, quasi una firma lasciata sul delitto. L’espressione può significare “per opera mia” o “attraverso la mia responsabilità”, ma nel libro assume un valore più ampio: non indica soltanto chi ha materialmente compiuto un gesto, bensì interroga il rapporto tra colpa, vendetta e giustizia.
A mio parere, il pregio principale del romanzo non sta soltanto nel mistero da risolvere. De Giovanni usa l’indagine per mostrare una città divisa per censo e potere, dove i personaggi più fragili pagano spesso le conseguenze delle decisioni prese da chi occupa posizioni privilegiate.
La trama senza svelare il finale
Pochi giorni prima di Natale, il funzionario della milizia portuale Emanuele Garofalo e sua moglie Costanza vengono trovati morti nella loro abitazione, vicino al presepe che stavano preparando. La scena unisce subito due elementi in contrasto: la devozione domestica e la brutalità di un omicidio apparentemente inspiegabile.
Il commissario Ricciardi segue le tracce del delitto entrando in ambienti molto diversi tra loro. Da una parte ci sono i funzionari e i notabili legati al potere; dall’altra i pescatori di Mergellina, segnati dalla povertà e dai soprusi. Il caso non è quindi soltanto una ricerca dell’assassino, ma un percorso dentro rapporti di classe, corruzione e rancori personali.
Ricciardi dispone del suo particolare “Fatto”, cioè la capacità di percepire le ultime parole e le emozioni delle persone morte in modo violento. Questo elemento soprannaturale non risolve automaticamente il caso. Al contrario, gli consegna frammenti ambigui che devono essere interpretati, collegati e verificati attraverso il lavoro investigativo.
Parallelamente, il brigadiere Maione affronta una vicenda personale molto dolorosa. La ricerca del responsabile della morte del figlio Luca lo mette davanti a una scelta difficile tra giustizia istituzionale e vendetta privata. È questa linea narrativa a dare al libro una tensione morale che va oltre il semplice meccanismo del giallo.
Napoli e il presepe diventano parte dell’indagine
In questo romanzo Napoli non è uno sfondo decorativo. Le strade, le botteghe, il porto e i vicoli partecipano alla storia come se fossero personaggi. La città del presepe appare luminosa nei gesti della tradizione, ma anche dura, affamata e attraversata da forti disuguaglianze.
Il presepe ha una funzione narrativa precisa. Rappresenta un mondo costruito pezzo dopo pezzo dalle mani degli uomini, proprio come la verità che Ricciardi deve ricomporre. Ogni statuina, ogni testimonianza e ogni silenzio può sembrare secondario, ma contribuisce a definire l’equilibrio complessivo della vicenda.
La scelta del Natale evita anche l’effetto cartolina. De Giovanni mostra il contrasto tra le case in cui la festa viene preparata con cura e quelle in cui manca persino la sicurezza del giorno dopo. Secondo me, è proprio questo contrasto a rendere l’atmosfera credibile: la speranza non cancella la sofferenza, ma convive con essa.
Chi ama le ambientazioni storiche troverà una Napoli ricostruita attraverso abitudini, linguaggio, gerarchie sociali e clima politico. Chi invece preferisce il giallo classico può seguire l’indagine e la ricerca degli indizi, anche se deve accettare un ritmo più lento e riflessivo rispetto a quello dei thriller contemporanei.
Il significato morale del titolo e dei personaggi
L’idea di una colpa compiuta “con la propria mano” attraversa le vicende principali. Il romanzo mette continuamente a confronto responsabilità personale e responsabilità collettiva: chi commette un delitto, chi lo favorisce, chi lo nasconde e chi sceglie di non vedere hanno tutti un ruolo diverso, ma non necessariamente irrilevante.
Ricciardi è il personaggio più adatto a sostenere questa riflessione. La sua sensibilità verso i morti lo rende un investigatore singolare, ma anche un uomo isolato. Ogni caso gli lascia addosso una parte del dolore altrui, mentre la sua vita privata resta compressa dalla paura di rivelare ciò che prova.
Maione offre un contrappunto più concreto e istintivo. È un padre ferito, un uomo abituato alla fatica e alla lealtà, ma anche qualcuno che rischia di oltrepassare il confine tra il dovere e il desiderio di punire. La sua storia è importante perché mostra quanto sia difficile parlare di giustizia quando la vittima appartiene alla propria famiglia.
Anche il dottor Modo e Tata Rosa contribuiscono alla profondità del romanzo. Non sono semplici figure di contorno: aiutano a definire il mondo affettivo e politico di Ricciardi, mostrando quanto la sua indagine dipenda anche da relazioni di fiducia costruite nel tempo.
Dove inserirlo nella serie del commissario Ricciardi
Il libro può essere letto anche da solo, perché il caso è autonomo. Tuttavia, io consiglio di seguire almeno i primi romanzi della serie: la vita privata di Ricciardi, il rapporto con Maione e la presenza di Enrica acquistano maggiore forza quando il lettore conosce già la loro storia.
| Ordine | Romanzo | Cosa aggiunge |
|---|---|---|
| 1 | Il senso del dolore | Presenta Ricciardi, il suo dono e la Napoli invernale |
| 2 | La condanna del sangue | Approfondisce amore, religione e conflitti sociali |
| 3 | Il posto di ognuno | Porta l’indagine dentro le differenze tra classi sociali |
| 4 | Il giorno dei morti | Rafforza il lato più malinconico e umano della serie |
| 5 | Il Natale del commissario Ricciardi | Unisce il caso criminale al tema della vendetta e della responsabilità |
La lettura in ordine non è indispensabile, ma evita di perdere alcune sfumature. In particolare, le esitazioni sentimentali di Ricciardi e il dolore di Maione risultano più incisivi se il lettore ha già visto come si sono trasformati nei volumi precedenti.
A chi consiglio questo romanzo
Lo consiglierei a chi cerca un giallo capace di dare spazio all’ambiente e ai personaggi, non soltanto alla soluzione del caso. È adatto a chi ama i noir d’atmosfera, le città raccontate attraverso le loro contraddizioni e le storie in cui il confine tra bene e male non è mai del tutto netto.
Potrebbe piacere meno a chi desidera una trama rapidissima, molti colpi di scena o una ricostruzione investigativa basata esclusivamente su prove tecniche. Qui il ritmo alterna momenti di tensione a pagine dedicate ai pensieri dei protagonisti, alla vita quotidiana e all’ambiente napoletano.
Esiste anche una versione a fumetti inserita nella collana dedicata al commissario Ricciardi, con sceneggiatura di Claudio Falco e disegni di Daniele Bigliardo. È una buona scelta per chi vuole ritrovare il caso in una forma più visiva, ma la lettura del romanzo resta preferibile per cogliere la complessità psicologica e il linguaggio di de Giovanni.
Il modo migliore per affrontare la lettura
Io lo leggerei senza cercare soltanto l’identità dell’assassino. Conviene osservare come cambiano i personaggi quando vengono messi davanti a una perdita, a un ricatto o alla possibilità di farsi giustizia da soli.
- Seguite il rapporto tra Ricciardi e i morti, perché le loro ultime parole non sono sempre spiegazioni immediate.
- Prestate attenzione ai luoghi, soprattutto a Mergellina e alle strade legate alla tradizione del presepe.
- Considerate il Natale come un contrasto narrativo, non come una semplice decorazione stagionale.
- Leggete la vicenda di Maione insieme all’indagine principale, perché chiarisce il tema della vendetta.
Il rischio più comune è aspettarsi un giallo procedurale e giudicare il libro solo dalla velocità dell’inchiesta. La sua vera forza sta nella combinazione tra mistero, memoria e dolore umano: il delitto è il punto di partenza, non l’unico motivo per restare dentro la storia.
Quando il delitto racconta una città intera
Questo romanzo funziona perché usa una struttura investigativa per parlare di qualcosa di più vasto. La domanda non riguarda soltanto chi abbia ucciso, ma anche quali condizioni sociali, paure e desideri abbiano reso possibile quel gesto.
Per chi non conosce ancora il commissario Ricciardi, è un ingresso valido nella serie, soprattutto se interessa una narrativa nera attenta ai sentimenti. Per chi segue già de Giovanni, rappresenta uno dei capitoli più efficaci nel mettere insieme la Napoli degli anni Trenta, il presepe e il peso delle scelte individuali.