Il nuovo romanzo di Ilaria Tuti mette insieme storia locale, guerra e una protagonista femminile che non resta mai sullo sfondo. Ed è un poco la notte e un poco l'alba porta il lettore nella Carnia del 1944, tra i santuari del respiro e l’arrivo dei cosacchi, e funziona sia come novità editoriale sia come chiave per capire l’evoluzione della scrittrice friulana. Qui trovi i dati essenziali, il senso del libro e il motivo per cui questo titolo merita attenzione anche se conosci già Teresa Battaglia.
Le informazioni essenziali da sapere subito
- È il romanzo più recente di Ilaria Tuti: è uscito il 16 giugno 2026 per Longanesi.
- Ha 320 pagine e un prezzo di copertina di 22 euro.
- È un romanzo storico, non un nuovo caso della serie di Teresa Battaglia.
- La storia si svolge in Friuli, nella Carnia del 1944, con al centro Serafina e i santuari del respiro.
- I temi forti sono memoria, guerra, confine, compassione e identità.
- È la scelta giusta se cerchi la novità più attuale di Ilaria Tuti e una lettura intensa ma accessibile.

Che cosa racconta il romanzo e perché non è solo una storia di guerra
La forza del libro sta nel punto di partenza: un episodio storico poco ricordato, l’arrivo dei cosacchi in Friuli durante la seconda guerra mondiale, che Ilaria Tuti usa per costruire una storia di comunità, perdita e resistenza morale. Al centro c’è Serafina, cresciuta dentro una tradizione antica e fragile, legata ai santuari del respiro, piccole chiese di montagna in cui fede e superstizione si toccano senza mai coincidere del tutto.
Io lo leggo prima di tutto come un romanzo di confine: non solo geografico, ma umano. La guerra rompe gli equilibri, rende instabili le appartenenze e obbliga i personaggi a confrontarsi con ciò che di solito si vuole ignorare. Proprio qui il libro trova il suo centro più forte: non nel conflitto in sé, ma nella capacità di mostrare come, anche dentro la ferocia, resti uno spazio minimo di compassione. Per capire se è il libro giusto per te, però, conviene guardare prima ai dati concreti dell’uscita.
I dati pratici dell’uscita che conviene avere sotto mano
Se ti interessa la novità in senso editoriale, i riferimenti sono semplici e chiari. Secondo la scheda Longanesi, il romanzo esce in collana narrativa con 320 pagine; ANSA ne ha confermato data, formato e prezzo di copertina. Per chi compra libri con attenzione ai dettagli, è utile sapere che si tratta di un volume di medio respiro: abbastanza corposo da sostenere il racconto storico, ma non così lungo da diventare dispersivo.| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Titolo | Ed è un poco la notte e un poco l'alba |
| Autrice | Ilaria Tuti |
| Editore | Longanesi |
| Data di uscita | 16 giugno 2026 |
| Pagine | 320 |
| Prezzo di copertina | 22,00 euro |
| Genere | Narrativa storica |
Questa base pratica aiuta anche a capire come affrontarlo: non è un libro “di consumo” rapido, ma neppure un tomo impegnativo. La sua collocazione, però, conta quanto la scheda tecnica, e qui la traiettoria dell’autrice fa la differenza.
Dove si colloca nella sua produzione
La scheda di Longanesi ricorda che Ilaria Tuti, dopo l’esordio con Fiori sopra l’inferno nel 2018, ha consolidato due strade narrative: da un lato il filone più vicino al giallo con Teresa Battaglia, dall’altro una narrativa storica e civile sempre più riconoscibile. Il risultato, nel tempo, è una voce molto più ampia di quanto si possa intuire guardando solo alla serie investigativa.
Se metto in fila i titoli più rappresentativi, il movimento è abbastanza chiaro:
| Titolo | Anno | Che tipo di lettura offre | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Fiori sopra l'inferno | 2018 | Thriller d’esordio | Introduce Teresa Battaglia e il lato più investigativo dell’autrice. |
| Fiore di roccia | 2020 | Romanzo storico e corale | Racconta le portatrici carniche e porta al centro la montagna come memoria viva. |
| Risplendo non brucio | 2024 | Storia di guerra e resistenza interiore | Mostra una scrittura più matura sul fronte della memoria e delle scelte morali. |
| Ed è un poco la notte e un poco l'alba | 2026 | Romanzo storico ambientato in Friuli | Riporta al centro la Carnia del 1944, i cosacchi e il conflitto tra appartenenza e alterità. |
Io ci vedo una coerenza precisa: Tuti torna sempre a storie radicate nei luoghi, nelle donne e nelle fratture della Storia. Questo rende il nuovo romanzo leggibile anche come tappa di un percorso, non solo come uscita isolata. Da qui viene la domanda utile: a chi conviene leggerlo adesso, e a chi invece no?
Per chi funziona meglio e per chi no
Lo consiglierei senza esitazione a chi ama la narrativa storica con una forte impronta emotiva, a chi cerca protagoniste femminili complesse e a chi apprezza i romanzi che trasformano un territorio in una presenza narrativa vera. Qui il Friuli non è sfondo decorativo: è materia viva, memoria, lingua, conflitto, radice.
Se invece stai cercando un giallo puro, con indagine serrata e meccanismi da procedural, questo non è il punto di ingresso più diretto nella produzione di Tuti. In quel caso ha più senso partire da Fiori sopra l'inferno o da Luce della notte. Se ami la sua anima storica, invece, questo libro ti arriva già nel suo registro più personale e maturo. E proprio per questo vale la pena leggerlo nel presente, non solo come opera letteraria ma come risposta a un certo clima del tempo.
Perché il romanzo parla bene anche al lettore del 2026
Il titolo, preso da un verso di Pierluigi Cappello, apre una lettura che va oltre il semplice racconto d’epoca. La notte e l’alba sono due immagini molto concrete, ma qui diventano anche una chiave morale: buio e possibilità, trauma e trasformazione, perdita e continuità. Io trovo che sia questo il punto più riuscito del libro: non si limita a rievocare il passato, lo usa per dire qualcosa sul modo in cui costruiamo confini, paure e possibilità di incontro.
Se vuoi una risposta breve, questo è il romanzo da scegliere per capire dove sta andando Ilaria Tuti: più storia, più territorio, più attenzione alla fragilità umana. Non è il libro giusto se cerchi subito la tensione investigativa di Teresa Battaglia; è invece quello giusto se vuoi una voce che ha trovato nel romanzo storico il suo spazio più ampio, e che nel 2026 arriva con una forza già molto riconoscibile.