3

Ott

2016

C’era una volta Fregno Prugna

 

COVER_oldoini

C’ERA UNA VOLTA FREGNO PRUGNA

Ricordi di un regista per caso

di Enrico Oldoini

Prefazione di Veronica Pivetti
pagg. 192
Euro 16,00 – spedizione gratuita
ISBN 9788899857042

carrello

 

 

Regista cinematografico e televisivo di successo (tra i suoi film Lui è peggio di me con Adriano Celentano e Renato Pozzetto, Bellifreschi con Christian De Sica e Lino Banfi, Una botta di vita con Alberto Sordi e Bernard Blier), “papà” del Don Matteo televisivo interpretato da Terence Hill, Enrico Oldoini racconta episodi, dietro le quinte, curiosità di trentasette anni vissuti dietro la cinepresa.

UN PICCOLO ASSAGGIO

 

LA PREFAZIONE DI VERONICA PIVETTI

Fascinosi i timidi. Interessanti, misteriosi.

Alle volte amano definirsi sfigati, ma non è mica vero. Non lo sono affatto. Semmai hanno un gran senso della realtà. E un pizzico (che è più di un pizzico), di civetteria.

Sono molto meglio dei caciaroni, dei vanitosi, dei vanesi. La loro lucidità e’ intelligenza, e il loro fascino sta proprio lì, nell’intelligenza.

Enrico si definisce un brutto anatroccolo. La sua mamma lo guardava perplessa nella culla mentre la zia la esortava a non perdersi d’animo.

Si sarebbe potuto prevedere un cammino in salita per il piccolo Oldoini (o Oldoni?).

Invece, in barba a quello che lui dice di sé, ha vinto, e non solo al botteghino.

Ha vinto, e continua a vincere col suo bel cervello prolifico di pensieri giusti, normali, vitali. Lui, che ama definirsi triste, musone, ha una curiosità infantile. E la curiosità, mi dispiace per te Enrico, è gioiosa di per sé. È entusiasmo, nonostante ti ostini a rappresentarti come “er gobbetto triste de Recanati”, come diceva Sordi.

Caro Enrico, rassegnati, sei un vincente.

Ma non come quei cafoni che ostentano ciò che possiedono, no.

Tu sei un vincente anche se ti nascondi, anche se sei irrimediabilmente schivo. Un po’ obliquo, alle volte.

Criptico? Forse.

Ma vuoi mettere quanto è più bello far breccia in un cuore come il tuo? Tu, un po’ malinconico. Apparentemente cinico, all’occorrenza. Commosso e aperto, nei fatti.

Enrico e’ il regista sicuro di sé e l’uomo conscio dei suoi (e dei nostri) limiti. La sa lunga, Enrico.

Non si sopravvaluta né lo fa con gli altri, non è mai medico pietoso, ma appena può, quando la sua coscienza professionale glielo permette, valorizza e incoraggia.

Una manna per gli attori.

È talmente abituato a dirti tutto quello che non ha fatto, che gli è andato male, che avrebbe voluto/potuto fare meglio, che puoi stare tranquillo: non ti colpirà a tradimento con le sue frustrazioni nascoste. Non farà pagare a te, attore incolpevole, i suoi dubbi di autore. Niente sotterfugi o vie traverse, niente Sturm und Drang di maniera, lacrime e risate splendono schiette sotto il sole.

Dopo che ci siamo sfiorati per anni ci siamo incontrati sul set poco tempo fa, ma siamo stati insieme molto. Molti giorni, molti mesi.

La scintilla è scoccata dopo mezz’ora, forse meno, e ora è un falò che non si spegne e riscalda.

Quindi, Enrico caro, fattene una ragione. Mi piaci. Piaci a molti.

E, nonostante il paragone con la Bardot, francamente, non stia in piedi, concludo così: Enrico? Piace a troppi.

LE PRESENTAZIONI

VENERDI’ 11 novembre ore 17,30
Presso Libreria IBS Il Libraccio
Via Nazionale 254/255, Roma

VENERDI’ 18 novembre ore 17,00
presso Accademia Capellini
Via XX Settembre 148, La Spezia

SABATO 10 DICEMBRE ore 17,00
LIBRERIA FELTRINELLI
Via Di Franco 12- Livorno

INTERVISTA A ENRICO OLDOINI

Di Laura Orsenigo – Ha diretto tanti film di Natale, ha “inventato” la coppia Boldi-De Sica, ha girato la prima serie di Don Matteo. Originario di Spezia, nel suo ultimo libro “C’era una volta Fregno Prugna”si definisce “regista per caso”. Racconta di quella volta in cui ha proposto di girare la serie Don Matteo a Portovenere ma poi…

Fino a che età ha vissuto a Spezia?

Fino ai 20 anni, poi mi sono trasferito a Roma dove vivo ormai da 50 anni…

Si sente ancora spezzino o romano?

Mi sento sempre spezzino, anche se in qualche modo sono stato “contaminato” dal romanesco e quando torno in città mi fanno notare il mio accento diverso, così come d’altra parte a Roma mi riconoscono sempre per “uno del nord”!

Che ricordi ha della sua infanzia?

Ho avuto la fortuna di abitare in via Cadorna, con le finestre affacciate sul golfo, uno spettacolo meraviglioso. E poi ho ricordi di giri in bicicletta nella pineta lì sotto, bellissimo. Ma la maggior parte dei miei ricordi sono legati al mare. Mio padre era ufficiale di marina e quindi avevamo la fortuna di poter girare nel golfo in barca e allora era una cosa da privilegiati, non c’erano molte imbarcazioni. Ho amato quindi Spezia di sopra… e di sotto, facendo pesca subacquea.

Che scuole ha frequentato?

Tutte le scuole dell’obbligo in piazza Verdi e poi il liceo classico.

E ora cosa ne pensa di piazza Verdi dopo i recenti interventi?

Bisognerebbe vederla finita completamente per esprimere un parere, ma in generale non mi pare questo orrore a cui ha gridato Sgarbi. Trovo noiose le polemiche per quattro pini sbilenchi, non manca certo il verde a Spezia!

In generale come le sembra oggi Spezia rispetto agli anni della sua infanzia?

In generale mi sembra enormemente migliorata. Ad esempio, prima di abitare in via Cadorna, stavo nella zona detta “fari”, dove adesso c’è il nuovo porto. Beh allora non c’era proprio nulla, mentre ora è bellissimo, toglie il fiato.

Ha girato qualche film o serie tv a Spezia?

Sì, ho girato il mio primo film “Cuori nella tormenta” nel 1984, era ambientato principalmente a Portovenere. Ricordo che la troupe, composta da tecnici che avevano girato il mondo, si stupì della bellezza del posto e qualcuno esclamò: ‘altro che baia di Sydney!’.

Ha mai pensato a Spezia come set di qualche sua fortunata serie tv?

Sì, certo, l’ho proposta per il primo Don Matteo. Mi sarebbe piaciuto utilizzare la chiesa di San Pietro a Portovenere e l’edificio accanto come la parrocchia e la canonica di Don Matteo. Avevo mandato produttori per prendere accordi, ma nessuno ci ha ascoltato. Non c’è stata nessuna apertura o disponibilità di alloggi o in generale sostegno per le riprese che per una serie tv sono molto lunghe. Alla fine abbiamo scelto Gubbio, dove abbiamo avuto anche il sostegno della Regione Umbria. Per Gubbio è stata una grande pubblicità, ancora oggi ci sono molte persone che visitano i luoghi della serie, anche se ora hanno cambiato location.
Un vero peccato quindi anche per le possibili ricadute turistiche.

In generale ritiene che si possa fare di più per valorizzare la nostra città?

Quello che mi spiace è che ci sia un turismo solo popolare. Ad esempio manca un albergo di alto livello, un po’ come il Grand Hotel Palazzo a Livorno. Trovo che Spezia si meriterebbe un grande albergo per attirare un certo tipo di turismo.

Spezia le è stata di ispirazione per qualche suo personaggio o film?

Più che la città lo è stata la mia famiglia (NDR Oldoini è discendente della celebre Contessa Virginia Oldoini di Castiglione). Ad esempio in “Tredici a tavola”, il mio tredicesimo film, ho preso spunto da molte mie dinamiche famigliari e il protagonista, un altro spezzino come me, Giancarlo Giannini, spesso durante le riprese diceva ‘Sto facendo la parte di Oldoini!’.

Cosa le manca di Spezia?

Mi manca la serenità e la piacevolezza che solo la vita di provincia sa regalare.

Autore

lascia un commento